Questo sito prevede l'utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioni
OK

Marangoni, storico marchio industriale dell'area di lavoro frusinate, chiude lo stabilimento di Anagni e licenzia tutti i lavoratori; il presidente Vittorio Marangoni: "decisione definitiva ed indilazionabile"

26 ottobre 2019

Il sito anagnino della Marangoni chiude definitivamente i battenti; Vittorio Marangoni, presidente della società che ha sede a Rovereto (TN) lo ha comunicato per iscritto agli enti preposti e alle organizzazioni sindacali con una nota in cui viene espressa la volontà di procedere con la risoluzione contrattuale di tutto il personale impiegato, in totale dodici lavoratori a tempo indeterminato e full-time (un impiegato e undici operai).  
"Una decisione definitiva ed indilazionabile - spiega il presidente Vittorio Marangoni - in quanto la società non è più in grado di sostenere costi elevati per il mantenimento del sito". L'impianto di Anagni è fermo dal mese di luglio 2015 cioè da quando l'Ecopneus - il consorzio che si occupa di raccolta e distruzione di pneumatici fuori uso - comunicò all'azienda l'impossibilità di garantire la continuità nella fornitura di pneumatici fuori uso, elemento imprescindibile per mantenere in funzione un impianto di cogenerazione.
Altresì, fa sapere l'azienda, "mancano ad oggi i rinnovi delle autorizzazioni per la gestione dell'impianto di termodistribuzione di rifiuti speciali non pericolosi inerenti alla rigenerazione di pneumatici fuori uso. L'iter - rimarca Marangoni - è stato avviato dalla società nel marzo 2016 e ad oggi non si è incredibilmente concluso, nonostante vi sia il parere positivo della direzione Risorse Idriche della Regione Lazio. A distanza di circa due anni siamo ancora in attesa di ricevere il previsto provvedimento autorizzativo di riesame dell'AIA. La società da parte sua questi anni ha sostenuto costi considerevoli per preservare sia per la gestione degli impianti che di quella dei lavoratori nell'ottica di un prosieguo dell'attività di termovalorizzazione che sarebbe potuta essere strategica".
I tempi di attuazione dei programmi di licenziamento collettivo del personale - conclude il presidente di Marangoni Vittorio Marangoni - sono quelli necessari all'esaurimento della procedura prevista dalla normativa vigente: "eventuali attribuzioni patrimoniali diverse da quelle previste dalla vigente legislazione e dalla contrattazione collettiva non sono al momento previste ma potranno essere oggetto di verifica con le organizzazioni sindacali dei lavoratori nel corso degli incontri previsti dalla procedura di cui all'art. 4 della legge 223/1991".


TI POTREBBERO INTERESSARE

Un incontro al Ministero dello sviluppo economico, per sostenere con forza le ragioni della proposta finlandese. L’unica che potrebbe, al momento, garantire la sopravvivenza dello stabilimento. È quello che chiedono in una lettera i sindacati, a proposito della Marangoni di Anagni.
La società finlandese Cleantech Industries Global ha illustrato lunedì pomeriggio ai funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico e ai rappresentanti delle varie sigle sindacali il progetto industriale per la riconversione dello stabilimento della Marangoni Tyre di via Anticolana ad Anagni. A darne notizia sono stati gli stessi sindacati Filctem – CGIL, Femca – Cisl, Uiltec – Uil- UGL chimici. Il progetto prevede il riavvio delle produzioni di pneumatici nello stabilimento di Anagni. Ora è all’esame del Ministero, che sta esaminando il progetto industriale, la sostenibilità finanziaria, l’eventuale compartecipazione da parte della Marangoni attraverso la rete commerciale, l’utilizzo del brand e la continuità manageriale di Anagni.
Il sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, oggi pomeriggio, 2 aprile, ha partecipato all’assemblea tenuta dai lavoratori della Marangoni Tyre davanti ai cancelli dello stabilimento. Si è discusso dell’offerta di acquisizione presentata da una società finlandese che, secondo i sindacati, rappresenterebbe al momento l’unica possibilità di riprendere la produzione. In attesa di una risposta celere da parte della proprietà, l’assemblea ha evidenziato l’esigenza di dare battaglia affinché la proposta venga presa in considerazione dalla Marangoni.
Le vertenze Videocon e Marangoni Tyre sotto i riflettori, giovedì 26 febbraio, in occasione dell’incontro organizzato dall’amministrazione comunale di Anagni che si terrà a partire dalle 17 nella Sala della Ragione. Alla presenza di deputati, consiglieri regionali, sindacati, sindaci e lavoratori, si farà il punto sulla situazione delle due aziende anagnine. Situazioni diverse - la Vdc Technologies è fallita, la Marangoni Tyre è chiusa con i circa 400 lavoratori in mobilità - ma entrambe centrali per l’occupazione e l’economia del territorio.
L'accordo, almeno sulla carta, potrà portare allo sviluppo di ulteriori collaborazioni ad ampio raggio in quanto garantirà la produzione di pneumatici utilizzando le migliori tecnologie europee di Marangoni. Il problema però sta nel fatto che - quasi sicuramente - almeno stando a quanto riferiscono i sindacati, per garantire tale tipo di produzione lo stabilimento di Anagni-via Anticolana potrebbe essere smantellato e i macchinari che sono custoditi all'interno potrebbero essere presi e portati dall'altra parte del mondo, lasciando così senza speranza coloro che ancora credevano nella ripartenza del glorioso impianto di produzione anagnino.