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Anagni, Marangoni. Ex lavoratori in presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilmento di via Anticolana supportati dalle OO.SS; Enzo Valente, UGL: "non si può più giocare sulla loro pelle"

31 ottobre 2019


Presidio permanente da ieri - mercoledì 30 ottobre - ed ex lavoratori in agitazione: è la situazione estrema che si sta verificando davanti ai cancelli della Marangoni di Anagni dove dodici ex dipendenti (11 operai e un impiegato) dello stabilimento, supportati dalle organizzazioni sindacali UGL e Femca CISL, stanno manifestando contro la decisione comunicata alcuni giorni fa da Vittorio Marangoni, presidente della società che ha sede a Rovereto (TN) in cui viene espressa la volontà di procedere con la risoluzione contrattuale di tutto il personale impiegato.
"Mancano ad oggi i rinnovi delle autorizzazioni per la gestione dell'impianto di termodistribuzione di rifiuti speciali non pericolosi inerenti alla rigenerazione di pneumatici fuori uso", ha fatto sapere l'azienda. L'iter - ha rimarcato Marangoni - è stato avviato dalla società nel marzo 2016 e ad oggi non si è incredibilmente concluso, nonostante vi sia il parere positivo della direzione Risorse Idriche della Regione Lazio. A distanza di circa due anni siamo ancora in attesa di ricevere il previsto provvedimento autorizzativo di riesame dell'AIA. La società da parte sua questi anni ha sostenuto costi considerevoli per preservare sia per la gestione degli impianti che di quella dei lavoratori nell'ottica di un prosieguo dell'attività di termovalorizzazione che sarebbe potuta essere strategica".
A supporto dei lavoratori, dicevamo, Femca CISL, rappresentata da Antonella Valeriani e UGL, di cui si fa portavoce Enzo Valente: "chiediamo che si faccia piena luce sulla vicenda di Marangoni perché in gioco ci sono decine di posti di lavoro - ha spiegato Valente al nostro giornale - la società ha aperto una procedura di mobilità di tutti i dipendenti occupati, in quanto la Regione nonostante un esito positivo della conferenza dei servizi continua a tergiversare nel rilascio delle autorizzazioni. Ci dicano chiaramente dalla Regione Lazio se ci sono motivi ostativi che impediscono il rilascio delle autorizzazioni o se questo è il solito balzello per non scontentare nessuno si mettono le carte nei cassetti e si lascia passare il tempo. Non si può più giocare sulla pelle dei lavoratori, ci sono decine di posti di lavoro in gioco. Il prossimo martedì abbiamo un incontro presso Confindustria nell'ambito dei tempi previsti dalla procedura di mobilità. Prima di quell'occasione ci aspettiamo che venga fatta piena luce sulla vicenda".
"Come OO.SS. - dichiara, invece, Antonella Valeriani (Femca Cisl) - siamo preoccupati per il futuro dei lavoratori del termocombustore; faremo un primo incontro il 6 novembre circa la procedura di licenziamento aperta dalla Marangoni e vedremo lì i dettagli. Nella procedura ricevuta, la Marangoni dichiara il mancato rinnovo delle autorizzazioni. Credo che le Istituzioni debbano pronunciarsi in maniera definitiva, in un senso o nell'altro, e questo consentirà di dare risposte certe ai lavoratori".

 

 

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