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“Aùto... iterza”, il tempo, la memoria, il ricordo: si è conclusa nei giorni scorsi ad Acuto la mostra curata da Assunta Perila. Tantissimi i visitatori

2 ottobre 2019

Recuperare, attraverso l’emozione dell’immagine, il significato di paese, di storia della comunità e personale. Il ricordo non solamente come sensazione piacevole e fugace, ma strumento per fare emergere, nel dinamismo del cambiamento, l’essenziale che dà significato alla nostra vita: è stato questo lo spirito che ha animato gli organizzatori di “Aùto... iterza”, interessante esposizione fotografica inserita nell'ambito delle iniziative della manifestazione "Canistro" che si è conclusa nei giorni scorsi nello splendido borgo di Acuto e che è stata visitata da centinaia di persone del posto e provenienti dai paesi vicini.
Curatrice infaticabile ed appassionata, Assunta Perila cui va il merito di essere riuscita a recuperare anche “fisicamente” il ricordo di ambienti e di figure ancora ben vivi nella mente e nel cuore dei più anziani, ma completamente assenti dal “bagaglio” dei più giovani e quindi di stimolare un ideale affettuoso abbraccio tra presente e passato.
Un lavoro di squadra, quello coordinato da Assunta, che ha visto il coinvolgimento di buona parte della popolazione acutina che ha contribuito fornendo tante antiche e meno antiche immagini fotografiche poi accuratamente selezionate, catalogate e riprodotte dalla stessa Assunta e da chi ha collaborato alla buona riuscita dell'evento. Il repertorio di immagini che sono state esposte nella chiesa di san Sebastiano, ove si è svolta la mostra, è stato molto ricco: paesaggi, immagini di vita quotidiana, dei lavori e dei mestieri, ritratti di acutini provenienti dalle famiglie residenti nel Comune, che ne hanno concesso il prestito e la riproduzione a scopo divulgativo.
Congratulazioni, dunque, agli organizzatori dell'evento per aver posto in essere il recupero del significato dei sacrifici delle nostre madri e dei nostri padri, la capacità di essere riconoscenti, ma soprattutto con questo ritrovare la serenità e la gioia dell’essenziale. La mostra “Aùto... iterza”: memoria e immagine che testimoniano un modo di essere e di dire grazie.

 


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