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Anagni, ospedale. Valeriano Tasca (Casapound): "Sulla questione ex-ospedale di Anagni troppa confusione. Serve il Pronto Soccorso"

13 marzo 2015

Da Valeriano Tasca, responsabile di Casapound Anagni, riceviamo la seguente nota che di seguito pubblichiamo integralmente:

“Purtroppo gli ultimi casi che si sono verificati nel nostro comprensorio devono far riflettere tutta la politica. Devono tutti accantonare certi progetti strampalati sul nostro ospedale e lottare per avere il Pronto Soccorso. Ecco perché in molti dovrebbero vergognarsi di aver appoggiato la decisione di Bassetta di votare favorevolmente l’Atto Aziendale della Asl. Alcuni consiglieri e assessori comunali possono anche dimettersi se non capiscono certe cose elementari. Senza il Pronto Soccorso non potremmo mai riavere il nostro ospedale che è essenziale per avere quella sicurezza sanitaria che ci spetta per legge. Dobbiamo riavere i posti letto che ci appartengono con medici e infermieri in numero adeguato alle esigenze sanitarie di un’utenza di circa 70mila persone. Tutte le altre proposte sono solo uno specchietto per le allodole per sviare dal vero problema e cioè che abbiamo ancora una volta una politica comunale e provinciale inchinata ai voleri di Roma. La vera sfida a questo punto, è quella di interpellare direttamente le autorità europee, perché tanto abbiamo capito che le istituzioni nostrane sono sorde alle esigenze di questo territorio. E soprattutto occorre ancora una volta chiedere a gran voce le dimissioni dell’attuale dirigenza dell’Asl come abbiamo fatto noi di CasaPound Italia la settimana scorsa. Serve coraggio e grande forza di volontà ma ribadisco che se certi consiglieri comunali e certi assessori, come certi sindaci, che non capiscono o fanno finta di non capire la gravissima situazione in cui versano i cittadini di Anagni e degli altri comuni della Provincia, per quanto riguarda la sanità, questi soggetti dovrebbero avere la decenza di dimettersi e tornare a fare quello che facevano prima”.


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Sull’incontro, avvenuto qualche giorno fa, tra i sindaci della zona nord di Frosinone e gli esponenti della cabina di regia sulla sanità della Regione Lazio, ospitiamo la nota della sezione di Anagni di Casapound Italia.
Da una parte l’assessore alla sanità del comune di Anagni Fabio Roiati a difendere il suo piano per la valorizzazione della struttura sanitaria cittadina. Dall’altra, tanti cittadini comuni, esponenti di comitati, a chiedere un impegno concreto per riavere un pronto soccorso degno di questo nome. È quello che è successo ieri, venerdì 20 marzo, nella riunione tenutasi in Piazza Innocenzo III ad Anagni per parlare di sanità. La riunione era stata organizzata dagli esponenti di Coesa, il comitato nato per la difesa del nosocomio cittadino. Presenti, oltre ai membri del comitato, diversi politici di opposizione, e l’assessore Roiati, invitato proprio per fare il punto sulla situazione.
Sulla decisione del sindaco Bassetta di votare a favore dell’atto aziendale, riportiamo il parere ( molto critico va da sé) del referente anagnino di Casapound Valeriano Tasca.
Il comune di Anagni decide di partecipare al ricorso per evitare il depotenziamento dell’ospedale di Colleferro; e la sezione locale di Casapound protesta. Accusando il sindaco Bassetta di impegnarsi per Colleferro, ma non per la difesa della sanità cittadina.
“A chi oggi ci accusa di aver tradito le promesse fatte in campagna elettorale, e si sgola per avere un pronto soccorso, rispondo che per avere un pronto soccorso ci vorrebbe un ospedale aperto. Che non c’è, perché a suo tempo è stato chiuso”. Non si è fatta attendere la replica di Fabio Roiati, assessore alla sanità del comune di Anagni, alle accuse piovute addosso alla giunta Bassetta dopo le polemiche per il trasferimento di un giovane anagnino a Frosinone ( con tanto di ore di attesa prima di un intervento), domenica scorsa, in seguito ad un incidente sul campo di calcio. Le polemiche hanno voluto soprattutto evidenziare che, forse, con un pronto soccorso funzionante, un trasferimento così lungo si sarebbe potuto evitare. Per non parlare dell’accusa, giunta da altri, secondo la quale la maggioranza di centro sinistra avrebbe “ venduto fumo” sulla sanità in campagna elettorale, salvo poi rimangiarsi tutto al governo.